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Legge regionale n 2 del
01/02/2005
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Art.8 Legge n.388 2000
(Agevolazioni per aree
svantaggiate)
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Circolare 31 Marzo 2000, n 165
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Circolare 41E_2002
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Circolare etichettatura 10/11/03
n° 168
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Circolare Ministeriale 18/07/97
n° 161
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Circolare 31/marzo/2000 n° 165
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Contratto di affitto d'azienda
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Contratto Nazionale di Lavoro
accordo
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Contratto Nazionale Panificatori
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D. Lgs 19 settembre 1994, n° 626
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D. Lgs 25 febbraio 2000, n° 68
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D. Lgs 26 maggio 1997 n° 155
(HACCP)
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D. Lgs 27 gennaio 1992, n° 109
(aggiornamento 6/06/97)
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D. Lgs 3 marzo 1993, n° 123
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D. Lgs 31 marzo 1998, n° 114
(principi e norme generali
sull'esercizio dell'attività
commerciale)
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Decreto Ministeriale 20 dicembre
1994
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D.P.R. 26 marzo 1980, n° 327
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D.P.R. 30 novembre 1998, n° 502
(lavorazione e commercio del
pane)
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D.P.R. 9 febbraio 2001, n° 187
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Decreto Legislativo 9 ottobre
2002
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Decreto Legislativo 31/01/ 2007
(Decreto Bersani)
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D.Lgs n°213 19/07/2004 (sanzioni
orario di lavoro)
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D. Lgs 22/07/05 (regolamento
panettoni)
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D. Lgs 26/07/99 (lavoro
notturno)
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D. Lgs 27/01/92 n°110 (alimenti
surgelati)
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D. lgs 27/01/92 n° 111
(commercializzazione prodotti
alimentari)
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D. Lgs 31/03/98, n° 112
(licenze)
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D.Lgs 08/04/03 (orari di lavoro)
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Decreto Ministeriale 15/07/2003,
n° 388
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Decreto Ministeriale 13/04/87
(produzione di pane surgelato)
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DPR 06/04/01 n° 218
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Legge 27/01/68 n° 32 (vendita al
pubblico di prodotti surgelati)
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Legge 30/04/62, n° 283
(disciplina igienica produzione
prodotti alimentari)
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Legge 30/07/02 (immigrazione)
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Legge 31/07/56, n° 1002
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Legge 04/07/67, n° 580
(commercio pane e cereali)
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Legge Comunitaria 2002
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Reg. (CEE) n° 2092 del 24/06/91
(produzioni biologiche)
La
sicurezza sul lavoro e la legge 626
Il Decreto
legislativo n.626 del 19 settembre
1994 (pubblicato sul Supplemento
ordinario della Gazzetta Ufficiale
il 12 novembre 1994) recepisce in
Italia otto direttive della CEE
finalizzate a promuovere la salute e
la sicurezza dei lavoratori nei
luoghi di lavoro.
La filosofia della prevenzione è
dunque cambiata e ora spetta alle
aziende la responsabilità di
individuare e valutare i rischi per
la salute e la sicurezza, ma
soprattutto di programmare e di
gestire le misure di prevenzione, di
coinvolgere i lavoratori nel
processo valutativo, di informarli e
formarli, di assicurare una adeguata
sorveglianza medica dove è
necessario. All'ente pubblico spetta
di assistere le aziende, fornire ove
possibile la consulenza necessaria,
controllare l'attuazione di quanto è
previsto dalla legge, facendosi
promotore e garante dei processi di
prevenzione all'interno delle
aziende.
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L’HACCP
Il sistema
HACCP nasce dall'esigenza di
garantire la salubrità delle
preparazioni alimentari. Prima
dell'adozione del sistema HACCP i
controlli venivano effettuati a
valle del processo produttivo, con
analisi sulla salubrità soltanto del
prodotto finito, pronto per la
vendita al consumatore. Il sistema
di autocontrollo invece mira a
valutare in ogni fase della
produzione i rischi che possono
influenzare la sicurezza degli
alimenti, attuando in questo modo
misure preventive. Il sistema di
autocontrollo igienico permette di
prevenire in modo mirato eventuali
problemi sulle singole fasi di
produzione, senza concentrare
l'attività di controllo solo sul
prodotto finito.
I punti fondamentali del sistema
dell’HACCP sono identificabili in
sette principi, che prima della loro
applicazione devono essere preceduti
da cinque passi preliminari. Si
tratta, quindi, di mettere in
pratica dodici passaggi chiave
secondo uno schema ben specificato.
Illustriamo brevemente queste tappe
basilari di sviluppo del sistema
HACCP: 1) Formazione dell’HACCP-team
2) Descrizione del prodotto 3)
Identificazione della destinazione
d’uso 4) Costruzione del diagramma
di flusso 5) Conferma sul posto del
diagramma di flusso Il sistema HACCP
è basato sull'applicazione di sette
principi:
1.
Individuazione dei pericoli ed
analisi del rischio
2. Individuazione dei CCP (punti
critici di controllo)
3. Definizione dei Limiti Critici
4. Definizione delle attività di
monitoraggio
5. Definizione delle azioni
correttive
6. Definizione delle attività di
verifica
7. Gestione della documentazione
Principio 1
Identificare i
rischi potenziali associati alla
produzione di un alimento in tutte
le sue fasi, dalla coltura o
allevamento al processo, alla
produzione e distribuzione fino al
consumo. Valutare le probabilità che
il rischio si verifichi e
identificare le misure preventive
per il suo controllo. I pericoli che
attentano alla sicurezza del
prodotto possono essere classificati
in: Fisici, chimici e biologici.
Principio 2
Identificare i
punti, le procedure e le tappe
operazionali che possono essere
controllate al fine di eliminare i
rischi o minimizzare la loro
probabilità di verificarsi (punti di
controllo critici). Una fase
rappresenta ogni stadio di
produzione e/o manipolazione degli
alimenti, comprendenti sia il lavoro
agricolo che le materie prime, la
loro ricezione e/o produzione,
formulazione, processo,
conservazione, trasporto, vendita e
uso del consumatore.
Principio 3
Stabilire i
limiti critici che devono essere
osservati per assicurare che ogni
CCP sia sotto controllo. In pratica,
il limite critico è quel valore che
separa l’accettabilità
dall’inaccettabilità. I limiti
critici sono desunti da quelli di
legge, ove presenti, oppure da GMP
(good manufacturing practices), nel
senso che possono derivare
dall’adozione di una igienica
pratica di lavorazione.
Principio 4
Stabilire un
sistema di monitoraggio che permetta
di assicurarsi il controllo dei CCP
tramite un test, oppure con
osservazioni programmate. Il sistema
di monitoraggio sarà, quindi,
costituito dalle rilevazioni, in
momenti definiti, di un determinato
parametro che deve permanere entro
un limite critico stabilito.
Principio 5
Stabilire
l’azione da attuare quanto il
monitoraggio indica che un
particolare CCP non è sotto
controllo. Le azioni correttive
richiedono sia le azioni di
trattamento delle “non conformità”,
che la revisione del sistema per
eliminare la possibilità che la
deviazione dei parametri prefissati
possa verificarsi nuovamente.
Principio 6
Stabilire
procedure per la verifica che
includano prove supplementari e
procedure per confermare che il
sistema HACCP stia funzionando
efficacemente.
Principio 7
Stabilire una
documentazione riguardante tutte le
procedure di registrazione
appropriate a questi principi e loro
applicazioni.
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